Non è mai troppo tardi per diventare cio' che avresti potuto essere.
LA MIA STORIA
Mi chiamo Michela, sono mamma di due bambine ( ormai donne di 19 e 17 anni!) e, se qualcuno mi avesse detto che un giorno sarei diventata fotografa, probabilmente non ci avrei creduto. E se mi avesse detto che avrei dedicato la mia vita a fotografare neonati, mamme in attesa e famiglie, mi sarebbe sembrato ancora più incredibile.
Eppure, a volte, la vita cambia direzione in un istante. Basta una frase, un incontro, un'emozione capace di farci vedere tutto con occhi diversi.Per me è successo nel 2007, con la nascita della mia prima figlia.
Stavo attraversando un momento particolare della mia vita quando lessi per la prima volta una frase di George Eliot: «Non è mai troppo tardi per diventare ciò che avresti potuto essere.»
Quelle parole furono una folgorazione. Una lampadina si accese dentro di me. All'improvviso capii che non volevo più limitarmi a seguire una strada già tracciata. Volevo costruire una vita che mi somigliasse davvero, fare qualcosa che mi appassionasse profondamente e che mi facesse sentire nel posto giusto.Quella frase non è rimasta soltanto una citazione che amo. È diventata un modo di vivere, una convinzione che mi accompagna ancora oggi.
Così presi una decisione che molti considerarono una follia: lasciai un lavoro a tempo indeterminato, che non mi dava soddisfazione, in un periodo di crisi, per inseguire un sogno tutto da costruire.
Non avevo mai preso in mano una macchina fotografica. Non avevo esperienza, non avevo certezze e, in Italia, la fotografia newborn era ancora un mondo quasi sconosciuto.
Ma avevo una cosa molto chiara in mente: volevo diventare tra le migliore fotografe di famiglia in Italia.
Non volevo semplicemente imparare un mestiere. Volevo raggiungere un livello altissimo, studiare senza sosta, perfezionarmi e dare forma a una visione in cui credevo profondamente.
In molti mi considerarono una pazza, una visionaria. Forse, dal loro punto di vista, lo ero davvero. Ma io sentivo di aver trovato la mia strada e non riuscivo più a pensare ad altro.
Ho studiato, sperimentato, cercato, imparato. Ho dedicato alla fotografia ogni energia, spinta dalla curiosità, dalla passione e dal desiderio continuo di migliorare. Ogni passo era una conquista, ogni nuova competenza apriva una possibilità, ogni fotografia mi avvicinava un po' di più alla professionista che desideravo diventare.
Da quella scelta sono passati 18 anni.
Diciotto anni di fotografia, di esperienza, di ricerca e di crescita. Diciotto anni trascorsi accanto a mamme in attesa, neonati di pochi giorni e famiglie che mi hanno affidato momenti unici della loro vita.
E la cosa più bella è che, ancora oggi, amo profondamente ciò che faccio.
Mi emoziona fotografare una donna che si prepara a diventare mamma, custodire la delicatezza dei primi giorni di un neonato, raccontare gli abbracci, gli sguardi e i legami di una famiglia che cresce.
In ogni servizio continuo a cercare la bellezza, ma non quella perfetta e artificiale. Cerco la bellezza autentica, quella che nasce dalle emozioni vere, dalla spontaneità, dai gesti più semplici e da quei dettagli che spesso, nella frenesia della quotidianità, rischiamo di non vedere.
Mi sento ogni giorno una persona fortunata e privilegiata. Perché ho avuto la possibilità di trasformare una passione in un lavoro che amo, ma soprattutto perché ho avuto il coraggio di ascoltare quella voce interiore che mi diceva che poteva esistere una strada diversa.
Oggi so che quella frase letta nel 2007 non ha cambiato soltanto il mio lavoro. Ha cambiato il mio modo di guardare la vita.
Ed è anche ciò che desidero trasmettere attraverso le mie fotografie: il valore del tempo che passa, la bellezza delle cose che cambiano e l'importanza di custodire ciò che, un giorno, diventerà un ricordo prezioso.
Perché i bambini crescono, le famiglie si trasformano e certi momenti non tornano. Ma possiamo conservare qualcosa di loro: un'immagine capace di riportarci a un'emozione, a una sensazione, a un istante che credevamo di aver dimenticato.
La fotografia, per me, è questo: trasformare momenti di vita in ricordi da custodire per sempre.
E forse, in fondo, tutto è cominciato proprio così: con il coraggio di credere che non fosse troppo tardi per diventare ciò che avrei potuto essere.